Il Lago di Como, si sa, non è terra e patria del divertimento. Cultura musicale pari a zero, cultura artistica mai nata, ci si vanta solo di portare turismo per settantenni e con molti soldi. Questo 2008, anno segnato da una profonda crisi economica e da questa pazza estate, dal carattere cangiante come il mimetismo di un camaleonte, però non riesce a far capire ai vari responsabili delle attività e del divertimento lariano che la fine è ormai vicina. Per gli under 30 mai un’attenzione, mai un evento diverso dal solito, mai stare al passo coi tempi. Eppure esistono città evolute come Dortmund, capaci di organizzare eventi come la Love Parade in grado di evocare i fasti dell’originario rave di Berlino, con 1,6 milioni di persone per le strade della città, festose, danzanti e con gioia di vivere in corpo. Ragazzi sotto i ventanni e persone oltre i quaranta assieme sotto un’unica bandiera: la musica. Il sound è quello tipico e futuristico di questi eventi, house, techno minimal ed elettronica. Purtoppo, per il nostro territorio, mentalità come quelle e feste del genere resteranno solo un miraggio, un’utopia di pochi sognatori, mentre altri (la maggior parte) festeggiano una squadra di calcio che ha quasi giocato contro gli oratori, spiano un vip americano che fa la bella vita, copiano le mode dei cugini milanesi e fanno la benzina e la spesa sul territorio elvetico perchè gli stessi prezzi che noi abbiamo alzato ora ci schiacciano!
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