Inserito da: gentedilago | Ottobre 5, 2007

Oktober Fest 2005.

Ritorna il nostro amico Sick Boy con una delle sue leggendarie avventure!

 Rapporto Monaco

Ancora non ci credo ma siamo sopravvissuti! Avevo qualche dubbio prima di partire, grandi aspettative, entusiasmo a mille, compagnia indubbiamente molto ben assortita, l’unica incognita, almeno per me, era la destinazione, cercando informazioni me ne erano giunte di molto discordanti: “gran bella festa”, “non potete non divertirvi”, “il casino è assicurato”, ma pure: “stai attento odiano gli italiani”, “ci sono risse di continuo e tu le prendi di sicuro”. Mi avvicinavo alla partenza con quella strana impazienza preoccupata, tipica di quelli che non sanno ciò che troveranno, che speravo si sarebbe presto trasformata in adrenalina da divertimento.Ore 04.00 del 31 ottobre 2005 partenza dal centro di Menaggio destinazione Monaco di Baviera, scopo: pullman organizzato per l’Ocktober-fest, numero partecipanti 22 più due autisti, tutti gli aderenti sono di sesso maschile (non si capisce se per colpa o per destino) di età compresa fra i 19 e i 40 anni.L’appuntamento è per prima dell’alba, il problema è che l’alba sarebbe quella di sabato mattina e ben in pochi hanno scelto di passare un venerdì sera di riposo, almeno così pare dalle facce e dal fatto che ancor prima di giungere sull’obiettivo qualcuno (dimenticavo di dirvi che per questioni di riservatezza non verranno rivelati in questo articolo i nomi dei protagonisti, ovviamente escluso il mio) sta già male…Al di là di questo piccolo inconveniente alle ore 11.00 facciamo il nostro ingresso, la festa ha l’aria di un enorme
luna park con giostre di ogni tipo, anche molto belle, tipo gardaland per intenderci, carino ma roba per famiglie, è un’altra l’ocktober-fest che stiamo cercando. Capisco di essere giunto nel vivo delle celebrazioni quando vedo un gigantesco boccale di birra di cartapesta che campeggia sopra un altrettanto gigantesco tendone che porta la scritta Paulaner, Pulaner sui bicchieri, Paulaner sui cappelli, Paulaner persino sulle persone! Abbasso lo sguardo e vedo una ragazza, neanche male, ma avrebbe bisogno urgente di un buon antiemetico.
Tentiamo di entrare ma veniamo rimbalzati, 1, 2, 3 volte, troppa gente per essere vero… finalmente all’alba di mezzogiorno entriamo nello stand di HB (per chi non lo sapesse una delle birre tedesche più famose, dopo Paulaner ndr) parte esterna
tavoli di legno tipo sagra. L’interno è inaccessibile, non c’è un buco libero e, se non ci si siede non si può ordinare da bere, cerchiamo di farci spazio come possiamo vicino a gente praticamente tutta italiana, ci sono bresciani, veneziani, livornesi e quelli che sembrano essere degli alpini, ma il cappello lo hanno perso da un pezzo, una sola cosa li accomuna: sono già tutti più o meno ubriachi. Finalmente ordiniamo da bere, ansiosissimi di metterci quantomeno in pari. Le “cameriere” sono tutte tipiche matrone tedesche sulla cinquantina vestite di un costume che penso
tradizionale, tornano con cinque birre da un litro, per ogni mano, dei fenomeni. Si brinda al compleanno di uno di noi e la prima pinta va giù d’ un fiato, abbiamo mangiato dei pretzel, praticamente salatini giganti fatti di pasta di pane e ricoperti di cristalli di sale grosso, roba che anche una capra si tirerebbe indietro.
La birra è eccezionale, buonissima, un sapore che credo sia malto (comunque mai sentito con le birre italiane) mi coccola la lingua e oltretutto la mancanza quasi totale di gas aiuta a tracannare. Tempo un quarto d’ora e un’altra birra e partono i cori, siamo in
mezzo ad italiani e tutti ci seguono:”nun nun
nun pagura de nisun, em ciapà la cioca e l’em pagada nun!!!!!!!!!!!”
si fraternizza in un clima splendido. Il momento più bello è quando qualcuno attacca l’inno di Mameli, tutti in piedi sul tavolo con la mano sul cuore a cantare a squarciagola con le vecchie tedesche
che ci insultano dal basso, raus raus ci dicono, le risposte sono irripetibili, almeno in questa sede; piovono gli insulti e piove per
davvero, ma a nessuno sembra importare veramente, cerco di valutare la situazione dei ragazzi, sono le quattro di pomeriggio e si vocifera che qualcuno sia già sul pullman ko. In compenso a me hanno rubato la giacca, non è il massimo, la temperatura è molto calata, mi preoccupo quando vedo un paio dei nostri “discutere animatamente” con uno della sicurezza, volevano entrare dentro ma lo permettono praticamente solo ai tedeschi, riescono comunque a correre via. Fortunatamente ci sono anche lati positivi, viene fuori il maschio italiano, molti si stanno dando da fare, l’alcool aiuta, anzi quasi equipara, a livello di atteggiamenti uomini e donne, le condizioni, soprattutto meteo, però non sono delle migliori e si combina poco.
Ormai zuppo provo ad entrare, ad ogni accesso però c’è un omone immenso che mi sbarra la strada, piove sempre di più ho veramente freddo, medito di tornare in pullman quando si dischiude un’ uscita d emergenza, un italiano l’ha aperta dall’interno vedendoci in difficoltà, entriamo tutti a bere, bere e bere ancora, da lì ricordo poco, se non un orchestra che cantava sempre la stessa canzone:”eine prositm, eine prosit……”
L’appuntamento al pullman è per le 23.00. sono circa le 22.30, dopo circa dodici ore sono ancora in piedi, non lo avrei detto (deve essere vero che la birra qui oltre che più buona è pure meno “gradata”) allora decido di darmi la mazzata finale, giostra
con doppia rotazione, normale e su se stessi, solo un amico mi segue, dopo essere scesi rigettiamo entrambi… finalmente!
Al risveglio in albergo mi fa male la mandibola, non so perchè,
forse ho dimenticato la prima rissa della mia vita?!? Credo che non lo saprò mai ma poco importa, ho la piacevolissima sensazione di aver dato il massimo, comunque mai provato un mal di testa così forte.

Sick Boy


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